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I Salmi, preghiera cristiana

Bc. Pavel Pacek

Seminární práce bohoslovce Pavla Packa „Žalmy, křesťanská modlitba“, psaná na Teologické fakultě Papežské Lateránské univerzity v Římě, se věnuje křesťanské dimenzi modlitby. Autor v ní ukazuje, jak jsou žalmy naplněné křesťanskou modlitbou. Psáno italsky. Rozsah originálu je 28 stran formátu A4.

Pacek, Pavel: I Salmi, preghiera cristiana, Facultas theologiae, Pontificia universitas studiuorum Lateranensis, Roma 2003


PONTIFICIA VNIVERSITAS STVDIVORVM LATERANENSIS

FACVLTAS THEOLOGIÆ

I Salmi, preghiera cristiana

Seminario 15039

La preghiera cristiana nella letteratura recente

Prof. Matias Augé

Studente Pavel Pacek

Roma 2002/2003

INDICE

Introduzione

1. La concezione della preghiera

1.1. Nella Bibbia

1.1.1. Nell’Antico Testamento

1.1.2. Nel Nuovo Testamento

1.2. La preghiera di Gesù

1.2.1. Gesù il centro della preghiera degli uomini

2. La concezione dei salmi

2.1. Definizione

2.2. Origine dei Salmi

2.3. Salmi, cuore dell’Antico Testamento

2.4. I salmi nella liturgia del Tempio

2.5. Salmi, preghiera e nutrimento

2.6. I Salmi, canto o preghiera?

3. La preghiera cristiana dei Salmi

3.1. Gesù prega i salmi

3.2. I Salmi preghiera della primitiva comunità cristiana

3.2.1. Quando i Salmi diventano pienamente la preghiea cristiana

3.2.2. Gli apostoli pregano i salmi

3.3. Salmi nel Nuovo Testamento

3.4. Preghiera dei salmi nei primi secoli del cristianesimo

3.4.1. Preghiera dei salmi nella liturgia cristiana dei primi secoli

3.4.2. Preghiera dei salmi nei Padri della Chiesa

3.5. Gli effetti della preghiera dei salmi

3.6. La preghiera dei salmi nella Liturgia delle Ore

3.6.1. Prima del Concilio Vaticano II

3.6.1.1. Pio XII, e il Mediator Dei

3.6.1.2.La preghiera dei salmi alla vigilia del Conc.Vat. II.: Gelineau e Merton

3.6.2. Dopo il Concilio Vaticano II

3.6.2.1. Sacrosanctum Concilium

3.7. La dimensione teologica della preghiera cristiana dei salmi

3.7.1. La dimensione Cristologica

3.7.2. La dimensione Pneumatologica

3.7.3. La dimensione Ecclesiale

3.8. Salmi imprecatori

3.8.1. Pregarli o no?

3.9. I Salmi, preghiera veramente cristiana

3.9.1. Nella Chiesa orientale ortodossa

3.9.2. Nelle Chiese evangeliche

3.8.3. Nella Chiesa anglicana

4. La preghiera dei salmi oggi

5. La preghiera dei salmi è la preghiera di tutti

Conclusione

BIBLIOGRAFIA

Introduzione

Il mio tema aveva il titolo La preghiera dei salmi. Questo tema sarebbe però troppo grande da svolgere in questo breve seminario. Mi sono perciò limitato ad offrire alla vostra attenzione il tema: Salmi, preghiera cristiana.

Aver presente che questo seminario ha di mira di studiare la dimensione teologica della preghiera, cercherò di captare questa dimensione nella preghiera dei salmi come preghiera cristiana.

1. La concezione della preghiera

“Siate ricolmi dello Spirito intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore” (Ef 5,19).

1.1. Definizione della preghiera

Che cosa è la preghiera /in ebraico tefillah, in greco euchè/? „La preghiera è l’atteggiamento del cuore1 che, sotto l’impulso della grazia, nella Chiesa e in piena docilità alla “parola”, si apre al mistero del Padre, per il Figlio e nello Spirito Santo”2, oppure: «è una “fonte d’acqua viva” che zampilla dal profondo dell’anima sotto l’azione insostituibile dello Spirito.»3

Da dove scaturisce la nostra preghiera? Dal nostro egoismo, dalla superbia, dalla nostra volontà o dalla profondità – come ci ricordano sopra citate definizioni e lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica4? Certamente dal cuore, dal nostro più intimo centro dentro di noi, dall’umiltà che ci rivela la verità su noi stessi. Anche il salmista ci suggerisce:

“Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce. Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera” (Sal 130,1-2).

La nostra preghiera è una continua risposta alla chiamata di Dio che ci ha fatti per sé e „il nostro cuore è inquieto finché non riposerà in Lui“. Però la preghiera richiede un impegno, richiede il silenzio e raccoglimento – per poter attentamente ascoltare dentro il nostro cuore5 la voce del Padre che incessantemente ci appella.Dove e come possiamo imparare a pregare?


1 Come lo spazio vitale della preghiera. Cfr. MANNS F., “La preghiera d’Israele al tempo di Gesù”, in Studi Biblici 28 (1996), p.6.

2 AUGE‘ M., Un mistero da riscoprire: la preghiera, Paoline, Cinisello Balsamo 1992, p. 10.

3 BELTRAME – QUATTROCCHI P., Cristo nei Salmi, Paoline, Bari 1970, p. 9.

4 Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, 2559.

5 Cfr. CCC, 2570.


La risposta c’è la darà senz’altro la Bibbia, perché la scuola di preghiera è per eccellenza la Bibbia.6

1.2. Preghiera nell’Antico Testamento

La preghiera [...] è legata alla storia degli uomini, è la relazione con Dio nelle vicende della storia.7 E’ quindi il rapporto vitale tra l’uomo – creatura - e Dio – il Creatore. Lungo le pagine della Sacra Scrittura vi troveremo le persone che pregano, che si trovano in questo stretto rapporto vitale con il Creatore, come ad es.: giusto Abele, Enos, Noè, Abramo, Giacobbe, Isacco, Mosé e sopratutto Davide, il modello dell’uomo orante.

“Davide è per eccellenza il re « secondo il cuore di Dio », il pastore che prega per il suo popolo e in suo nome, colui la cui sottomissione alla volontà di Dio, la cui lode e il cui il pentimento saranno modello di preghiera per il popolo. Unto di Dio, la sua preghiera è fedele adesione alla Promessa divina8, fiducia colma di amore e di gioia in colui che è il solo Re e Signore. Nei salmi, Davide, ispirato dallo Spirito Santo, è il primo profeta della preghiera ebraica e cristiana. La preghiera di Cristo, vero Messia e figlio di Davide, rivelerà e compirà il senso di questa preghiera” (CCC, 2579).

1.3. La preghiera nel Nuovo Testamento

La preghiera come il rapporto vitale tra l’uomo e Dio, non è cessata mai a mancare in nessun’epoca, tanto meno nella pienezza dei tempi9.

I vangeli ci testimoniano sopratutto la preghiera di Gesù. E’ Gesù chi prega (Mt 14,23; 26,36; ...), chi ammonisce di pregare incessantemente (Lc 18,1), chi insegna a pregare (Lc 11,1). E noi dobbiamo “cercare di comprendere la sua preghiera, attraverso ciò che i suoi testimoni ci dicono di essa nel Vangelo, cioè, avvicinarsi al santo Signore Gesù come al roveto ardente: dapprima contemplarlo mentre prega, poi ascoltare come ci insegna a pregare, infine conoscere come egli esaudisce la nostra preghiera”(CCC, 2598).

Come non ricordare la Madre di Gesù, Maria, nella preghiera del NT? La sua fede ci deve essere di esempio così come la sua umiltà – i due elementi importanti e necessari di ogni


6 Cfr. HÄRING B., “La preghiera”,in Nuovo dizionario di Spiritualità, ed. Paoline, Cinisello Balsamo 1985,p.1265.

7 CCC, 2568.

8 Cfr. 2 Sam 7,18-29.

9 Cfr. CCC, 2598.


preghiera. Il suo fiat all’annunciazione, così divenne la preghiera cristiana10, così come il Magnificat (Cfr. Lc 1,46-55). Il Vangelo ci fa vedere Maria quando a Cana prega e intercede (Cfr. Gv 2, 1-12), e infine, Maria sotto la croce (Cfr. Gv 19, 25-27).

Nelle lettere apostoliche vediamo che anche gli apostoli, i discepoli e le prime comunità che pregano (cfr. At 1,24; 4,31, 8,15, 10,9;21,5; Col 1,9;...).

1.3.1. La preghiera di Gesù11

Radicale taglio nella preghiera ebraica porta Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio, promesso Messia, il Salvatore del mondo. Non porta un taglio radicale nel senso dell’abolizione della legge, ma nel senso del suo compimento. Infatti, Gesù ha pregato nella sinagoga come ogni altro pio ebreo, andava al tempio di Gerusalemme in pellegrinaggio, pregava presto mattina, di notte, in luoghi solitari, sulla montagna, la sua preghiera era “il segreto che attira coloro che gli sono più vicini ed in cui egli li fa sempre più entrare (Mc 9,18).”12

1.3.2. Gesù il centro della preghiera degli uomini

“Con la sua Incarnazione, il Figlio di Dio fatto uomo si pone al centro della preghiera degli uomini.”13 In quanto, in Lui e per mezzo di Lui, siamo stati salvati. Mediante il battesimo Cristo divenne in noi, il centro della nostra vita cristiana, della vita di ogni battezzato. Perché è per mezzo del battesimo che siamo morti con Cristo e insieme con Lui risuscitati. Ossia, quanto dice apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma cristo vive in me” (Gal 2,20) siamo diventati i veri “cristiani” cioè “altri christi” in quanto Egli vive in noi e noi abbiamo la parte con Lui alla sua funzione regale, sacerdotale e profetica.14


10 Cfr. CCC, 2617.

11 La preghiera di Gesù era spesso di ringraziamento, secondo la forma ebraica della beràkàh. Al momento dell’ultima cena, canta molto naturalmente i salmi prescritti dal rituale della grande festa. Secondo i quattro vangeli, egli cita undici salmi distinti. Cfr. PONTIFICIA COMISSIO BIBBLICA, Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2001, p. 118.

12 BEUCHAMP P., “Preghiera”, in Dizionario di Teologia bibblica, Marietti, Genova 1976, cc. 975.

13 MISTRORIGO A., “Preghiera” e “Salmi”, in Guida alfabetica alla Liturgia, Edizioni Piemme, Casale Monferrato 1997, p. 374.

14 Cfr. CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 34-36.


2. La concezione dei salmi

2.1. Definizione

I salmi /in ebraico tehillim/ “sono i carmi, opere poetiche15 che hanno superato i secoli e rimangono parola vivente fino ad oggi, pur nell’evolversi delle culture, delle religioni e delle lingue“16, ossia: „sono delle preghiere, in forma poetica, destinate al canto, scritte in linguaggio semitico, in un determinato contesto della storia del popolo d’Israele.“17 Detto molto semplicemente: „I Salmi sono poesie religiose“18; „sono una rilettura della storia salvifica in chiave dialogale.“19

Dal punto di vista spirituale “i Salmi sono una preghiera che non è invecchiata. [...] sono una preghiera vera che non viene fuori semplicemente da una letteratura, ma dalla vita, con una forza ed una franchezza che l’uomo di ogni tempo non può non riconoscere come suo bisogno.“20

2.2. Origine dei Salmi

“I salmi sono sorti dalla liturgia di Israele e non sono stati dapprima scritti e successivamente cantati, ma è avvenuto esattamente il contrario. La maggioranza dei salmi è stata a lungo cantata e recitata come preghiera prima della stesura scritta.“ La sua origine si possa dattare „dal insediamento in Palestina (1350-1200/1180) all’inizio del regno (1030) con la costruzione del tempio (cca 970-931), sino alla fine del regno (586) ed alla distruzione del tempio (cca 586).“21 La stesura finale, nel attuale libro dei salmi – 150 salmi - risale certamente all’epoca dei Maccabei – II secolo a.C.

2.3. Salmi, cuore dell’Antico Testamento

Tutte le Sacre Scritture contengono i testi di preghiere. Queste preghiere sono delle testimonianze della crescita della fede degli uomini che hanno fatto propri questi testi, e così


15 Anche il popolo d’Israele come dell’Egitto, della Mesopotamia e dal Canaan, fin dalle origini ha praticato la poesia lirica sotto tutte le forme. ODASSO G., Appunti di Introduzione alla Sacra Scrittura, P.U.L., Roma 2002, p. 30.

16 WESTERMANN C., Salmi.Generi ed esegesi, Edizioni Piemme, Casale Monferrato 19901, p. 9.

17 BELTRAME – QUATTROCCHI P., op. cit., p. 11.

18 ŠPIDLÍK T., Manuale fondamentale di spiritualità, Edizioni Piemme SpA, Casale Monferrato 19931, p.413.

19 AUGE‘ M., op.cit., p. 68.

20 MORICONI B., “A scuola dal Salmista”, in Rivista di vita spirituale, 49 (1995) 255.

21 WESTERMANN C., op.cit., p. 11.


li hanno fatti preghiera per sé e per gli altri. I Salmi erano man mano raccolti nei cinque libri – alla pari dei cinque libri di Mosé. Questa raccolta venne anche chiamata “il Pentateuco lirico” o poetico22. Questa raccolta dei salmi divenne il capolavoro della preghiera dell’AT23, e il cuore dell’A.T.

2.4. I salmi nella liturgia del Tempio

„I Salmi rappresentano la materia prima dei testi liturgici.“24 „Liturgia era il cuore di tutta la comunità di Israele; il centro naturale e necessario; centro di tutto il suo (del popolo d’Israele) ambito di vita: politica, economica e culturale.“25 I salmi nell’uso del tempio erano cantati dai cantori. La Scrittura (soprattutto i Salmi) è il manuale fondamentale della liturgia sia per il popolo d’Israele che per la Chiesa.26

2.5. Salmi, preghiera e nutrimento

“I salmi nutrono ed esprimono la preghiera del popolo di Dio come assemblea, in occasione delle solenni feste a Gerusalemme e ogni sabato nelle sinagoghe. Questa preghiera è insieme personale e comunitaria; riguarda coloro che pregano e tutti gli uomini; sale dalla Terra santa e dalle comunità della Diaspora, ma abbraccia l'intera creazione; ricorda gli eventi salvifici del passato e si estende fino al compimento della storia; fa memoria delle promesse di Dio già realizzate ed attende il Messia che le compirà definitivamente. Pregati da Cristo e attuati pienamente in lui, i salmi restano essenziali per la preghiera della sua Chiesa27” (CCC 2586).

2.6. I Salmi, canto o preghiera?

All’inizio possiamo domandarci: Che tipo di preghiera sono i salmi? E la risposta non può essere certamente univoca. Cioè, nel senso che, i salmi sono non soltanto una regola di preghiera, un canone, esempio, modello, ma anche una molteplicità dell’espressione – atteggiamento con il Signore.

I salmi si possono pregare come lectio divina, come la preghiera del cuore, la preghiera mentale, orale, personale, comunitaria, sono il canto, la preghiera poetica, carismatica, si possono pregare come brevi giaculatorie, …ecc.


22 Cfr. FABBRIS R., La preghiera nella Bibbia, Borla, Roma 1985, p. 26.

23 Cfr. CCC, 2585.

24 GUARDINI R., Sapienza dei Salmi, Morcelliana, Brescia 1976, p. 7.

25 Ibidem.

26 Cfr.CCC, 1096. Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 24: AAS 56 (1964) 106-107.

27 Cfr Principi e norme per la Liturgia delle Ore, 100-109: Liturgia delle Ore, v. 1 (Libreria Editrice Vaticana 1981) p. 62-63.


Come abbiamo già accennato, i salmi, erano sia cantati28 (soprattutto nella liturgia del Tempio) che pregati (in comunità o personalmente) ed erano anche semplicemente letti (come la parte della Scrittura). Sono prima di tutto preghiere, le lodi, e certamente “bellissimi canti” che hanno la capacità di elevare la mente degli uomini a Dio. Nei Principi e norme della Liturgia delle Ore troviamo: “I salmi non sono letture, né preghiere scritte in prosa, ma poemi di lode.”

Altra testimonianza troviamo nell’esegeta Westermann:“I salmi di lode della liturgia erano accompagnati da strumenti; quindi i salmi erano cantati. Ma non valeva per tutti i salmi. Valeva per i canti comunitari (se proprio tutti, rimane problema aperto), ma non necessariamente per i salmi individuali. E’ improbabile che i salmi di lamentazione del singolo fossero cantati. Non dobbiamo tuttavia rappresentarci i canti dei salmi di lode comunitari come i canti di una corale nella nostra liturgia. – il canto fosse molto vicino al parlato, nell’epoca prima del esilio. Nel periodo del II Tempio, il canto dei salmi venne artisticamente perfezionato dai gruppi dei cantori. La musica del Tempio però, con la distruzione del II Tempio, fu completamente cancellata, infatti i salmi erano cantati solo dai gruppi dei cantori.”29

3. La preghiera cristiana dei Salmi

Che cosa è la preghiera cristiana? Come si può definire? «”La preghiera cristiana è nel suo profondo significato un andare “per Cristo al Padre” (Ef 5,20; Col 3,17).“ La preghiera cristiana esige „la parresìa (= libero e franco parlare) nei rapporti con Dio è caratteristica propria della preghiera cristiana. Essa si fonda sull’identificazione del cristiano con Cristo, come insegna il paragone evangelico della vite e dei tralci (Gv 15,1-8); o come dice Paolo: “ Non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Si fonda su quella nuova realtà, donata nel battesimo che l’apostolo chiama “in Cristo Gesù”.[...] La preghiera cristiana deve perciò sempre avvenire nel nome di Gesù. Nella misura in cui questo si verifica, si è sicuramente esauditi (Cfr. Mc 11,24; Gv 14,13s; 15,7.16;16,23.26). “Nel nome di Gesù” non significa soltanto in comunione con Gesù, ma coi sentimenti di Gesù. La preghiera cristiana è infine una preghiera nello Spirito, nello Spirito


28 Cfr. CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 24.

29 WESTERMANN C., op.cit.,p. 21.


del Padre e del Figlio. Lo Spirito viene in aiuto “alla nostra debolezza; infatti noi non sappiamo pregare come si deve, ma lo Spirito in persona intercede per noi con gemiti ineffabili” (Rm 8,26)“».30

I Salmi, prima di diventare la preghiera cristiana, sono stati la preghiera di Gesù. Dalla tradizione del popolo d’Israele, di cui Gesù, gli apostoli e i primi discepoli erano i figli, i salmi sono passati nella vita dei cristiani proprio per mezzo di Gesù che non li ha soltanto pregati, e assunti come propri, ma è diventato lui stesso la chiave di lettura dei salmi. Così i Salmi sono entrati nella vita delle prime comunità di tutto il mondo cristiano.

3.1. Gesù prega i salmi

“I Salmi, sono la preghiera di Gesù. Egli ha fatto sua la preghiera del Tempio, l’ha imparata a memoria, cantata nella sinagoga e sempre ripetuta salendo a Gerusalemme all’età di dodici anni e tutte le volte che si è recato alla Città Santa fino all’ultima cena, consumata con gli Apostoli. Due evangelisti ricordano che, sulla croce, il Crocifisso ha recitato il salmo 22 ed è spirato con sulle labbra il salmo 31. Cristo recita i Salmi, perché i Salmi celebrano Cristo.“31

“Gesù, Ebreo fedele, ha certamente pregato i Salmi in sinagoga, in determinate occasioni festive (cfr.Mt 26,30; Mc 14,26), e, con ogni verosimiglianza, nella sua preghiera personale. E’ molto probabile che, ai suoi giorni, il Salterio servisse abitualmente come libro di preghiera personale del pio Ebreo, cosa che in seguito non ha mai cessato di essere.”32

3.2. I Salmi, preghiera della primitiva comunità cristiana

I Salmi, così come sono stati la preghiera di Israele e di Gesù, così sono diventati anche la preghiera della Chiesa primitiva. I Salmi li ha pregati Maria, la madre di Gesù, lo stesso Gesù – come pio ed osservante Ebreo. I Salmi, mirabile preghiera per eccellenza33 hanno pregato i primi discepoli di Gesù.


30 WULF F., “Preghiera”, in Dizionario Teologico, Queriniana, Brescia 1971, p. 720-721.

31 HAMMAN A., Compendio sulla preghiera cristiana, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1989, p. 114.

32 MANICARDI L., “Salterio” in Grande enciclopedia illustrata della Bibbia, vol. 3, Edizioni Piemme, Casale Monferrato 19971, p. 260.

33 Cfr. PRADO J., “Preghiera”, in Enciclopedia della Bibbia, vol. V, Elle Dici, Torino 1971, p. 866.


3.2.1. Cristo, chiave ermeneutica dei salmi

Ben presto34, la primitiva comunità cristiana se ne accorge che in Cristo si sono veramente compiute le Scritture. Lo stesso Cristo dopo la sua resurrezione, quando apparve ai discepoli di Emmaus spiega loro il senso delle Scritture e gli dice: “Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosé, nei profeti e nei salmi” (Lc 24,44). E così nasce l’interpretazione Cristologica35 della Scrittura, ed anche dei Salmi che sono il „cuore stesso dell’Antico Testamento“36. Cristo così divenne la chiave ermeneutica dei Salmi.

3.2.2. Quando i Salmi diventano pienamente la preghiera cristiana

“I salmi diventano la preghiera pienamente cristiana allora, quando colui che prega con i salmi si mette nella stessa situazione e il contesto del salmista – quando penetra ed assume lo stato d’animo del salmo – del salmista. Quando il salmo diventa per me – quando io che lo prego trovo in lui me stesso la mia situazione attuale – o di lode, di supplica, di invocazione,... Quando riesco ad oltrepassare il senso puramente letterale - e quando riesco a capirlo non solo con intelligenza, ma sopratutto nella luce di fede. Nella fede in Cristo. I salmi già per il popolo eletto era pregnante di contenuti e di significazioni messianiche. Erano per loro un espressione corale lirica e orante, e come tali erano stati trasmessi e pregati di generazione in generazione, fino a Maria di Nazaret, fino a Gesù stesso che li impersonò in sé. I salmi possiamo dire sono diventati il ponte, non soltanto tra gli uomini e il Padre, ma anche fra le due epoche della storia umana. Così i salmi diventano spontaneamente la preghiera della Chiesa. Li hanno usati gli apostoli, i padri apostolici, ...Penso che non c’è né un cristiano che non sentirebbe la preghiera dei salmi come la propria e espressiva preghiera.”37

“Come gli scrittori ispirati del Nuovo Testamento, le prime comunità cristiane rileggono il libro dei Salmi cantando in essi il Mistero di Cristo. Nella novità dello Spirito, esse compongono anche inni e cantici ispirandosi all’Evento inaudito che Dio ha realizzato nel


34 “I Salmi la preghiera di Cristo sono rapidamente diventati la preghiera rivolta a Cristo.” LACK R., “Salmi”,in Nuovo dizionario di Spiritualità, ed. Paoline, Cinisello Balsamo 1985., p.1356.

35 L’interpretazione cristologica non si limita soltanto a quei salmi che sono considerati messianici, ma si estende a molti altri, nei queli senza dubbio si tratta di semplici adattamenti, convalidati tuttavia dalla tradizione della Chiesa (dai Principi e norme della Liturgia delle Ore).

36 PONTIFICIA COMISSIO BIBBLICA, Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2001, p. 113.

37 BELTRAME - QUATTROCCHI P., I Salmi preghiera cristiana, Edizioni del Deserto, S. Agata sui due Golfi 198810.p. 6.


Figlio suo: la sua Incarnazione, la sua Morte vincitrice della morte, la sua Risurrezione, la sua Ascensione alla propria destra.38” (CCC, 2641).

3.2.3. Gli apostoli pregano i salmi

Negli Atti degli apostoli troviamo la testimonianza diretta della preghiera dei salmi da parte degli apostoli (At 4,23-24):

[23]Appena rimessi in libertà (Pietro e Giovanni), andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto i sommi sacerdoti e gli anziani. [24]All'udire ciò, tutti insieme levarono la loro voce a Dio dicendo: "Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi' (Sal 146,6), [25]tu che per mezzo dello Spirito Santo dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide. Perché si agitarono le genti e i popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della terra e i principi si radunarono insieme, contro il Signore e contro il suo Cristo.

«Si tratta di una citazione di Sal 2,1-2.Questi dettagli sono preziosi ricordi che i discepoli facevano costante ricorso ai salmi durante la preghiera, proprio come faceva il tradizionale, pio ebreo3940

3.3. Salmi nel Nuovo Testamento

I Salmi sono i più citati nel NT tra gli altri testi dell’AT - 55 volte41, contando i paralleli dei Vangeli come singole citazioni; (senza di essi 35 volte) e si trovano in tutte le sezioni del N.T. Per es. Isaia è citato 47 volte ed è anche più corto rispetto ai salmi.42 Vi troviamo citati i salmi: 2;8;16;22;31;69;95;110;118. “I Salmi divengono profezie del mistero pasquale compiutosi in Gesù Cristo.”43


38 Cfr Fil 2,6-11; Col 1,15-20; Ef 5,14; 1 Tm 3,16; 6,15-16; 2 Tm 2,11-13.

39 Cfr. CONZELMAN H., Acts of Apostles (Hermeneia), Fortress, Philadelphia 1987, 34.

40 HOLLADAY W.L., op.cit., p. 139.

41 NESTLE E.D., Novum Testamentum Graece, Privilegierte Würtembergische Bibelanstalt, Stuttgart 1952, 662-665.

42 Cfr. HOLLADAY W.L, La storia dei Salmi, Edizioni Piemme Spa, Casale Monferrato 19981, p. 139.

43 MANICARDI L., op.cit., p. 260.


3.4. Preghiera dei salmi nei primi secoli del cristianesimo

Nei primi due secoli44 del cristianesimo i salmi sono usati piuttosto nella lettura pubblica come gli altri libri biblici. Nel secolo II li troviamo utilizzati per i bisogni dell’apologetica e della predicazione e nel uso della preghiera personale. Nel III – IV. sec. il salterio diventa il libro base della preghiera liturgica dei cristiani.45 Dal IV secolo, soprattutto tra i monaci (eremiti e le comunità cenobitiche) vediamo la memorizzazione dei salmi. Il loro uso, poi, da parte di tutti i cristiani come canti durante la liturgia.46

„I monaci antichi recitavano tutti i Salmi ogni giorno. Li imparavano a memoria. Li cantavano durante il lavoro manuale.“47 „Utilizzavano volentieri i versetti dei Salmi che sapevano a memoria. Uno di essi divenne famoso. Prima di iniziare qualche lavoro o un viaggio o prima di prendere una decisione, si faceva il segno della croce recitando il versetto del Salmo 69,2:”Signore, vieni in mio aiuto!”. Ancora oggi cominciano così le ore canoniche.“48


44 «Non sappiamo molto sull’uso dei Salmi nei primi due secoli, ma questo non significa che fossero ignorati. Nel III secolo troviamo in Bitinia un giovane chierico incaricato “di iniziare i fedeli al canto dei Salmi”. Le Costituzioni apostoliche ci forniscono una precisazione che sembra essere molto antica; dopo aver evocato le riunioni liturgiche quotidiane si dice: “Coloro che non possono recarsi alla celebrazione recitino i Salmi e preghino a casa loro”.» HAMMAN A., Compendio sulla preghiera cristiana, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1989, pp. 117-118.

45 Ibidem.

46 Cfr. HOLLADAY W.L., op.cit., p.195.

47 Cfr. ŠPIDLÍK T., op.cit., p. 415.

48 Ibidem, p. 420.


3.4.1. Preghiera dei salmi nella liturgia49 cristiana dei primi secoli

Agostino nota che era da poco nata l’abitudine a Cartagine di cantare dei salmi da parte di un cantore mentre la comunione veniva distribuita. Poi vi si trova anche una contestazione di questo uso dei salmi nella liturgia eucaristica da un laico:“Contemporaneamente, un certo Ilario, un laico cattolico di rango tribunizio, spinto dall’ira, per una ragione o per un’altra, verso i ministri di Dio, come spesso accade, con linguaggio ingiurioso, ipercritico, attaccava violentemente, ovunque gli capitava, l’usanza che in quel tempo era stata introdotta a Cartagine, di cantare inni dal libro dei Salmi sia prima dell’offertorio sia quando veniva distribuito al popolo ciò che era stato offerto (la comunione); insisteva che questo non bisognava farlo”.50 „Nella celebrazione liturgica ciò che per mezzo di essi (i salmi) chiediamo a Dio, egli ce lo concede in Cristo.“51

«Tertulliano, alla fine del II secolo, attesta l’uso dei Salmi nelle riunioni e nel corso dell’agape fraterna e precisa che i fedeli rispondono ai versetti con l’Alleluia. Cipriano, una generazione dopo, chiede di santificare i pasti con il canto dei Salmi (A Donato). I Salmi nella liturgia nel IV secolo, quando si organizzano le liturgie, i Salmi accompagnano le celebrazioni: il salmo 41 viene cantato mentre ci si reca al fonte battesimale; il salmo 33, durante la distribuzione della comunione; un salmo serve da passaggio fra le due letture della liturgia della parola. A Ippona come ad Antiochia è scelto dal vescovo. Il cantore recita i versetti, l’assemblea ripete il ritornello. I Salmi ritmano le feste liturgiche: il salmo 18, Natale; il salmo 71, l’Epifania; il salmo 21, la Passione; i salmi 3, 6, 117, Pasqua; i salmi 22, 109, 67, l’Ascensione. Scandiscono il tempo del cristiano dal mattino alla sera. Le Costituzioni apostoliche precisano i Salmi che fanno parte della preghiera della sera (VII, 42).


49 «Liturgia ebraica e liturgia cristiana. Una migliore conoscenza della fede e della vita religiosa del popolo ebraico, quali sono professate e vissute ancora al presente, può aiutare a comprendere meglio certi aspetti della liturgia cristiana. Per gli ebrei e per i cristiani la Sacra Scrittura è una parte essenziale delle loro liturgie: per la proclamazione della Parola di Dio, la risposta a questa Parola, la preghiera di lode e di intercessione per i vivi e per i morti, il ricorso alla misericordia divina. La liturgia della Parola, nella sua specifica struttura, ha la sua origine nella preghiera ebraica. La preghiera delle Ore e altri testi e formulari liturgici hanno in essa i loro corrispettivi, come pure le stesse formule delle nostre preghiere più degne di venerazione, tra le quali il « Padre nostro ». Anche le preghiere eucaristiche si ispirano a modelli della tradizione ebraica. Il rapporto tra la liturgia ebraica e quella cristiana, ma anche le differenze tra i loro contenuti, sono particolarmente visibili nelle grandi feste dell'anno liturgico, come la Pasqua. Cristiani ed ebrei celebrano la Pasqua: Pasqua della storia, tesa verso il futuro, presso gli ebrei; presso i cristiani, Pasqua compiuta nella morte e nella risurrezione di Cristo, anche se ancora in attesa della definitiva consumazione.» CCC, 1096.

50 AGOSTINO, Retractationes 37; vedi AUGUSTINE, The Retractations, trduzione inglese di Mary Imez Bogan (FC 60), Catholic University of America Press, Washington (D.C.) 1968, 140. Citato in HOLLADAY W.L., op.cit.,p. 195.

51 MISTRORIGO A., op.cit., p. 422.


Soprattutto i monaci fanno del Salterio il loro libro di preghiera, sforzandosi di ricrearlo nella novità della loro fede; imparano a memoria i Salmi per poter evitare l’acquisto di libri costosi o più semplicemente perché non sanno leggere. Per evidenziare che conducono al Padre rivelato dal Cristo nello Spirito, ogni salmo, a partire dal V secolo, si conclude con il Gloria Patri. San Girolamo in una celebre lettera scritta a Marcella, che abitava a Roma, dice: “Se escludiamo i Salmi, qui tutto è silenzio. Ovunque tu volga lo sguardo, puoi vedere il contadino che impugna l’aratro cantando l’alleluia; il mietitore tutto sudato che si riposa salmodiando; il vignaiolo che mentre pota la vite del suo Creatore canta qualche salmo di Davide. Tali sono le cantilene di questo paese; questi, come essi dicono, sono canti d’amore; questo fischiettano i pastori (Lettere 46,11).»52

3.4.1.1. I salmi nella messa

Dai primi secoli la preghiera dei salmi ha trovato il suo posto prima di tutto fra le letture bibliche. In seguito anche nelle altre parti della messa.

Prima dell’inizio della messa il sacerdote li recitava mentre si vestiva. Mentre aspergeva l’altare tre volte con acqua benedetta, e poi se stesso, intonava un antifona che consisteva dal Salmo 51,9: “Aspergimi con issopo, o Signore, e sarò puro; lavami e sarò più bianco della neve”.

Primo momento dell’uso dei salmi era Introito – due, tre versetti quasi sempre presi dai salmi. Poi prima del vangelo il canto responsoriale del salmo. Alla comunione, il sacerdote pronunciava quella preghiera che è detta “Comunione”, anch’essa frequentemente presa dai salmi. Soprattutto nelle celebrazioni del Giovedì e Venerdì Santo venivano letti salmi interi piuttosto che brevi sezioni.53

3.4.2. La preghiera dei salmi nei Padri della Chiesa

Qualche accenno di come i Padri hanno percepito i salmi nella liturgia abbiamo visto sopra. Adesso vedremo qualche citazione di loro stessi. “I santi Padri accolsero il salterio come profezia di Cristo e sulla Chiesa – con lo stesso criterio i salmi sono stati scelti nella sacra Liturgia. Sia i Padri sia la Liturgia con ragione


52 HAMMAN A., op.cit., p. 118.

53 Cfr.HOLLADAY W.L., op.cit., p.255-256.


vedevano nei salmi Cristo che si rivolge al Padre, o il Padre che parla al Figlio” (dai Principi e norme della Liturgia delle Ore).

Agostino (354-430), Confessioni, 9.6.14;9.7.15. «“Inni e salmi dovrebbero essere cantati, altrimenti il popolo si stanca per la noia di una ripetizione monotona: e da quel giorno a oggi questa abitudine viene mantenuta, e parecchie, anzi tutte le assemblee in ogni parte del mondo, la seguono”.»54 «“Cristo è stato il cantore dei salmi per eccellenza. Egli li ha pregati e ... vissuti. E’ stato il maestro e oggetto di ogni esegesi, egli li ha anche interpretati con autorità. Le ultime istruzioni che dà agli apostoli sono una lezione di esegesi: “Bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosé, nei profeti e nei salmi” (Lc 24,44).»55

„Cristo, secondo la incisiva esperssione di S. Agostino, è il cantore dei Salmi (cantor psalmorum); egli infatti, dovette aver recitato abitualmente i Salmi graduali nei suoi regolari pellegrinaggi alla città santa (Cfr. Lc 2,41), come pure i Sal 113-118 (il piccolo Hallel) durante la celebrazione della Pasqua ebraica (cfr Mc 14,26).“56

„Ricordiamo, per l’età patristica, la monumentale opera di S. Agostino che va sotto il titolo Enarrationes in Psalmos; in essa il grande Dottore, portando a maturazione il processo di cristianizzazione (mediante i metodi della trasfigurazione) della preghiera dei Salmi, riesce ad applicare alle più svariate situazioni dell’anima cristiana tutta la ricchezza dell’esperienza religiosa veterotestamentaria riflessa nei Salmi.“57

«”Quando prega un Salmo, pregate anche voi. Quando geme, piangete. Quando esulta, rallegratevi. E quando spera, sperate; quando teme, temete. Tutto ciò che vi è scritto è come un nostro specchio”.»58

«“Nei Salmi parla la Chiesa in Cristo e parla Cristo nella Chiesa, il Capo nel corpo e il corpo nel Capo.” E aggiungeva: “Cristo e la Chiesa sono due in una carne sola, sono perciò due in una sola voce.”»59


54 HOLLADAY W.L., op.cit., p.197.

55 LACK R., op.cit. p. 1355.

56 LANCELLOTTI A., “Salmi”, in La Bibbia, vol.II, ed. Paoline, Cinisello Balsamo 1991, p. 168.

57 Ibidem.

58 ŠPIDLÍK T., op.cit. p. 416.

59 MISTRORIGO A., op.cit.p. 422.


«Agostino che, riferendosi al Salmo 86, spiega ai suoi fedeli: “Noi tutti abbiamo cantato questo Salmo, ma un solo Uomo l’ha cantato in ciascuno di noi: il Cristo, uomo per noi, Dio prima di noi”»60

«I Salmi descrivono la storia dell’umanità con i simboli delle due città (“Città di Dio” è una citazione del salmo 87): Gerusalemme e Babilonia. Il cristiano quaggiù, è in esilio fino a quando giungerà al termine del suo pellegrinaggio, la Gerusalemme celeste. Alcuni temi: lo Sposo e la Sposa = Cristo e la Chiesa, suo corpo.»61

«“Chiunque con le sue mani compie opere buone, canta salmi a Dio.”(Enarr. in Psal. CORPUS CHRIST. XXXIX, 3, p 1281.)»62

Ambrogio (339-397) «Che cosa vi è più gradito del salmo?»63

«Atanasio(296-373) distingue generi letterari: narrativo, supplica, ringraziamento, confessione e simili.»64

Illario(320-366): «fedele al testo, ha commentato tutto il Salterio e, come premessa generale, riconosce che “il libro dei Salmi non può essere compreso se non a partire dall’evento Cristo”; esso va quindi letto alla luce dei vangeli. Il vescovo di Poitiers nei Salmi percepisce ora la voce di Cristo (Salmi 53,131,141), ora la voce della Chiesa (Salmi 124,125,134), ora la preghiera di un orante che aspira ad abitare “la santa montagna”, cioè il Cristo.»65

«Dice S. Illario che “tutto ciò che è scritto nei Salmi è una rivelazione dell’avvento di Cristo, della sua Incarnazione, Passione, Risurrezione, del suo Regno e della nostra risurrezione” (Instr. Psalm.C.S.E.L.p.6). »66

«Tertulliano(160-230), alla fine del II secolo, attesta l’uso dei Salmi nelle riunioni e nel corso dell’agape fraterna e precisa che i fedeli rispondono ai versetti con l’Alleluia. »67

«Lettura cristiana del Salterio si incontra già in Tertulliano che, contro Marcione, difende l’unità e la continuità della Scrittura e la corrispondenza fra i due Testamenti. »68


60 MORICONI B., op.cit. p. 257.

61 HAMMAN A., op.cit. p. 120.

62 Citato in: RINAUDO S., op.cit. p. XI.

63 RINAUDO S., op.cit.p. VII.

64 HOLLADAY W.L., op.cit.p. 195.

65 HAMMAN A., op.cit. p. 118.

66 RINAUDO S., op.cit.p. 7.

67 HAMMAN A., op.cit.p. 118.

68 Ibidem.


«Cipriano(† 258), una generazione dopo, chiede di santificare i pasti con il canto dei Salmi (A Donato). »69

«Cassiodoro(470-565) s’ispira a lui per terminare la sistematizzazione dei Salmi, dimostrando che tutti parlano di cristo a tre livelli: della sua umanità, della sua divinità e delle membra di cui egli è il capo. »70

«I Greci: con Didimo il Cieco e i Cappadoci, particolarmente Gregorio Nisseno, si collocano sulla scia di Origene. »71

3.5. Gli effetti della preghiera dei salmi

“Chi recita i salmi apre il suo cuore a quei sentimenti che i salmi ispirano secondo il loro genere letterario: di lamentazione, di fiducia, di rendimento di grazie” (dai Principi e norme della Liturgia delle Ore).

3.6. La preghiera dei salmi nella Liturgia delle Ore

“I cristiani continuarono a maggior parte nella preghiera ebraica nel tempio che servì come il punto di partenza della liturgia cristiana delle ore.”72

Chi recita i salmi nella Liturgia delle Ore, li recita non tanto a nome proprio quanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso. Chi recita i salmi a nome della Chiesa, deve badare al senso pieno dei salmi, specialmente al senso messianico, per il quale la Chiesa ha adottato il salterio. (dai Principi e norme della Liturgia delle Ore).

3.6.1. Prima del Concilio Vaticano II

I Salmi nell’Ufficio quottidiano: «Ufficio quotidiano era un obbligo imposto a ogni chierico, e il breviario del 1568, come il suo precedente del 1535, copriva l’intero salterio nel corso di


69 Ibidem.

70 Ibidem

71 Ibidem

72 PONTIFICIA COMISSIO BIBBLICA, op.cit., p.121.


una settimana, più o meno ventuno salmi nelle preghiere di ogni giorno = otto momenti di preghiera nel corso delle ventiquattro ore. Preghiera notturna (Vigilie, Notturni), Lodi (all’alba), Ora Prima (più o meno alle sette), Ora Terza (più o meno alle nove), Ora Sesta (più o meno a mezzogiorno), Ora Nona (più o meno alle tre), Vespri (alla sera) e Compieta (prima di andare a letto). Tutti i 150 salmi erano usati, e tutti i versetti di ogni salmo.

Ricordiamoci che quando l’Ufficio quotidiano veniva recitato in comunità, era cantato. Il canto gregoriano continuava a essere lo strumento per la recita delle Scritture.»73

3.6.1.1. Pio XII, e il Mediator Dei

«“E’ necessario pregare sempre, senza stancarsi” (Lc 18, 1), la Chiesa obbedendo fedelmente a questo ammonimento, non cessa mai di pregare, e ci esorta con l’Apostolo delle Genti:” Per suo mezzo (di Gesù) offriamo sempre a Dio il sacrificio di lode”(Eb 13,15) .»74 Papa Pio XII, in questo tempo “preconciliare” ha capito l’importanza della preghiera in generale e la preghiera dei salmi in particolare. Lui ci definisce i salmi così:

«I Salmi, come tutti sanno, costituiscono parte principale dell’Ufficio Divino. Essi abbracciano tutto il corso del giorno e gli danno un contatto e un ornamento di santità. Cassiodoro dice bellamente a proposito dei Salmi distribuiti nell’Ufficio Divino del suo tempo: “Essi... col giubilo mattutino ci rendono favorevole il giorno che sta per cominciare, ci santificano la prima ora del giorno, ci consacrano la terza ora, ci allietano la sesta nella frazione del pane, ci segnano, a nona, la fine del digiuno, concludono la fine della giornata, impediscono al nostro spirito di ottenebrarsi all’avvicinarsi della notte”7576

3.6.1.2. La preghiera dei salmi alla vigilia del Concilio Vaticano II.: Gelineau e Merton

«Joseph Gelineau (Francia *1921), adottò la traduzione dei salmi nella Bible de Jèrusalem per la salmodia. Thomas Merton, (New York 1915-1968), nel 1956, pubblicò un


73 HOLLADAY W.L., op.cit.p. 258-259.

74 PIO XII, Enc. «Mediator Dei», in AAS 14 (1947) 518.

75 CASSIODORO, Explicatio in Psalterium, Prefatio.

76 PIO XII, op.cit., 520.


piccolo libro di 39 pagine Pregando i salmi77. Nel 1947, Papa Pio XII aveva pubblicato una Enciclica sulla liturgia: Mediator Dei78; tra le altre cose, il documento dichiarava che, dal momento che l’Ufficio Divino è la preghiera del Corpo mistico di Gesù Cristo (cioè, dell’intera Chiesa, sia laici che i chierici), è urgente un’ampia partecipazione all’Ufficio da parte dei laici79. Merton suggerisce che tutti i membri della Chiesa imparino a pregare usando i salmi; “i salmi”, dice, “non sono per i preti soltanto, ma per l’intera Chiesa.”Nessuno può dubitare che la Chiesa consideri i salmi la preghiera ideale per i suoi chierici e religiosi. Essi formano la parte più considerevole dell’Ufficio divino. Ma lo scopo principale di questo saggio è di ricordare al lettore che il salterio è anche una perfetta forma di preghiera per il laico”80. “Cristo prega in noi quando noi meditiamo sui salmi, e lo fa forse ancor più perfettamente di quando li recitiamo vocalmente”»81.

3.6.2. Dopo il Concilio Vaticano II

Sacrosanctum Concilium

Nel recitare, cantare, pregare dei salmi la mente deve corrispondere alla voce.

24. Nella celebrazione liturgica la sacra Scrittura ha una importanza estrema. Da essa infatti si attingono le letture che vengono poi spiegate nell'omelia e i salmi che si cantano; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preghiere, le orazioni e i carmi liturgici; da essa infine prendono significato le azioni e i simboli liturgici.

84. Il divino ufficio, secondo la tradizione cristiana, è strutturato in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina. Quando poi a celebrare debitamente quel mirabile canto di lode sono i sacerdoti o altri a ciò deputati per istituzione della Chiesa, o anche i fedeli che pregano insieme col sacerdote secondo le forme approvate, allora è veramente la voce della sposa che parla allo sposo, anzi è la preghiera che Cristo unito al suo corpo eleva al Padre.

90. Inoltre, poiché l'ufficio divino, in quanto preghiera pubblica della Chiesa, è fonte della pietà e nutrimento della preghiera personale, si esortano nel Signore i sacerdoti e tutti gli altri che partecipano all'ufficio divino a fare in modo che, nel recitarlo, l'anima corrisponda alla


77 MERTON T., Praying the Psalms, Liturgical Press, Collegeville (Minn.) 1956.

78 AAS, 39 (1947), 521-595.

79 Paragrafo 138; AAS, 39 (1947), 521-595.

80 MERTON, Praying the Psalms, 15.

81 Ibid.,18.


voce. A tale scopo si procurino una conoscenza più abbondante della liturgia e della Bibbia, specialmente dei salmi. Nel compiere poi la riforma, il venerabile tesoro secolare dell'ufficio romano venga adattato in modo tale che possano usufruirne più largamente e più facilmente tutti coloro ai quali è affidato.

3.7. Dimensione teologica della preghiera cristiana dei salmi

Siamo così arrivati al cuore della problematica di questo seminario, cioè quello dello studio della dimensione teologica della preghiera. Qui sottolineo soltanto alcuni punti riguardanti della dimensione teologica di ciò che è stato detto fin d’ora.

Come possiamo vedere la dimensione teologica è propria di ogni preghiera cristiana, in quanto è sempre preghiera indirizzata al Padre per mezzo del Figlio nello Spirito e nella Chiesa.

3.7.1. Dimensione Cristologica

Soprattutto nella tradizione Patristica82 ed anche nella Liturgia83 stessa c’è un grande richiamo al fatto della coscienza di trovare in Cristo il centro della preghiera. Come detto sopra è Cristo la chiave ermeneutica della preghiera dei salmi, in quanto è lui stesso che prega e che eleva la preghiera al Padre. Nella Sacrosanctum Concilium 84. vediamo questa dimensione quando si legge sulla liturgia delle Ore che è lo stesso Cristo che eleva questa preghiera al Padre. La stessa affermazione ne troviamo nei Principi e norme della Liturgia delle Ore: “Chi recita i salmi nella Liturgia delle Ore, li recita non tanto a nome proprio quanto a nome di tutto il Corpo di Cristo, anzi nella persona di Cristo stesso.”

3.7.2. Dimensione Pneumatologica

Senza sottolineare più di tanto quest’aspetto ne cogliamo subito la presenza e la importanza dello Spirito Santo nella formazione del salterio e soprattutto all’interno di ogni preghiera cristiana, perché è lo Spirito Santo nella quale forza siamo abilitati a gridare Abba Padre! E


82 AGOSTINO, «“Cristo è stato il cantore dei salmi per eccelenza. Egli li ha pregati e ... vissuti. E’ stato il maestro e oggetto di ogni esegesi, egli li ha anche interpretati con autorità.»

83 Principi e norme I santi Padri accolsero il salterio come profezia di Cristo e sulla Chiesa – con lo stesso criterio i salmi sono stati scetli nella sacra Liturgia. Sia i Padri sia la Liturgia con ragione vedevano nei salmi Cristo che si rivolge al Padre, o il Padre che parla al Figlio.


soprattutto è lo Spirito Santo sotto cui azione avviene non soltanto la nascita della Scrittura – ed anche dei Salmi – ma è di nuovo la forza dello Spirito Santo “sotto cui ispirazione i salmisti hanno cantato”84 tali brani bellissimi. E poi è soprattutto “nello Spirito [che] si schiude all’orante la vera profondità della preghiera cristiana, fino alla preghiera mistica, in cui l’uomo sperimenta l’unione con Dio e la sua volontà amorosa in modo oscuro e inesprimibile, anche se sempre in riferimento all’ordine dell’incarnazione.“85 E ripetiamo ancora che è proprio lo Spirito Santo „l’autentico poeta dei salmi“86.

3.7.3. Dimensione Ecclesiale

Bisogna non dimenticare che “l'ufficio divino, in quanto preghiera pubblica della Chiesa, è fonte della pietà e nutrimento della preghiera personale”87 è soprattutto in questa linea la preghiera cristiana dei salmi la preghiera veramente ecclesiale. L’affermazione dei Principi e norme che ci dice che “Chi recita i salmi a nome della Chiesa, deve badare al senso pieno dei salmi, specialmente al senso messianico, per il quale la Chiesa ha adottato il salterio”, è altra testimonianza della dimensione ecclesiale della preghiera cristiana dei salmi. Sono stati gli apostoli a pregarli i Padri della Chiesa e con l’invito che ci fa Thomas Merton dopo aver letto la Mediator Dei a sottolineare che i salmi non sono soltanto per i preti, ma per tutto il popolo di Dio – cioè per tutta la Chiesa! Molto bene lo riassume Padre Mistrorigo quando dice: «“Nei Salmi parla la Chiesa in Cristo e parla Cristo nella Chiesa, il Capo nel corpo e il corpo nel Capo.” E aggiungeva: “Cristo e la Chiesa sono due in una carne sola, sono perciò due in una sola voce.”»88

3.8. Salmi imprecatori

«I salmi imprecatori» sono dei «salmi e i versetti salmici che contengono formule di maledizione, richieste di annientamento del nemico o dei nemici del salmista.»89 I salmi imprecatori sono: (Sal 57; 82; 108).


84 Principi e norme, ibidem. Cfr. PIO XII, Mediator Dei.

85 WULF F., op.cit.

86 BELTRAME-QUATTROCCHI, op.cit.

87 Sacrosanctum concilium, 90.

88 MISTRORIGO A., op.cit.p. 422.

89 MANICARDI L., op.cit.,p. 260.


3.8.1. Pregarli o no?

«Questi salmi risultano certamente ostiche al cristiano e pongono un grave problema alla sua preghiera. Si possono pregare? Conc. Vat. II si è espresso seguentemente: si è pervenuti a purgare il Salterio liturgico di salmi e versi imprecatori. Motivazione contenuta nel Institutio Generalis de Liturgia Horarum: “L’omissione di questi testi è dovuta unicamente a una certa qual difficoltà psicologica” (n. 131). Manicardi sostiene di leggerli con chiave cristologica alla luce di (Lc 24,44) che sono anche i Padri della Chiesa che ci immettono in questa via sottolineando, p.es., che le imprecazioni dei salmi sono più profezie che maledizioni (così Agostino) e che le invettive si sono abbattute sul Giusto, Gesù Cristo, sulla croce. La condanna del male e il castigo che pesava sui peccatori (Is 53,5) si sono abbattuti sul Figlio nella passione, crocifissione, morte e discesa agli inferi. La preghiera biblica avviene nella storia, non fuori di essa, deve discernere il male e denunciarlo: i profeti insegnano che il male peggiore è l’indifferenza al male. I Salmi imprecatori sono grida profetiche di singoli o di una collettività minacciati nella loro stessa esistenza. E che non hanno altra causa al Dio che giudica con giustizia.»90

«“Alcuni salmi tuttavia, esprimono uno stadio di preghiera che sarà progressivamente superato, lo stadio, in particolare, delle maledizioni e delle imprecazioni lanciate contro i nemici.

Il popolo cristiano, pur prendendo tali e quali le preghiere dell’Antico Testamento, le rilegge alla luce del mistero pasquale, conferendo loro, per ciò stesso, un supplemento di significato.»91

«„Dal punto di vista cristiano, allora, Gesù Cristo è l’unica persona che può, con tranquillità, pregare i salmi che parlano del male che abita nei nemici. I cristiani frequentemente terminano le loro preghiere con l’attribuzione “per Cristo nostro Signore”, dal che deduco che intendiamo dire che Gesù Cristo è sia il mediatore che il censore della nostra preghiera: è garante delle nostre preghiere, ma gli chiediamo di bloccare ciò che non è degno di lui.“»92

E‘ in Cristo che queste preghiere acquistano una nuova dimensione.93


90 Ibidem.

91 PONTIFICIA COMISSIO BIBBLICA, pp. 113-114.

92 HOLLADAY W.L., op.cit.,p. 400.

93 Cfr. WESTERMANN C., op.cit. p. 281-282.


Come dice Enzo Bianchi: «I salmi imprecatori sono stati tolti e tralasciati dal nuovo breviario – perché non li capiamo; perché non vanno di moda. Per me questo è un cedimento, perché la parola di Dio non si mutila, semmai la si riceve in silenzio e la si dice sottovoce come fanno molte sinagoghe ebraiche, proprio per i salmi imprecatori, lasciandoli al mistero di Dio. Ma non li tralasciano. Chi ci autorizza a togliere l’apice o lo iota che Cristo ha dichiarato che non sarà tolto dalla Scrittura? Lasciamoli, affinché la parola di Dio sia intatta. “Sono salmi, quelli imprecatori, con cui ci si sente perfettamente d’accordo. C’è troppa ingiustizia nel mondo, troppi tiranni, ed è un sollievo poter dire, nella preghiera, ciò che si pensa di loro“. Al di là delle mode, questi salmi sono lo strumento dei poveri, degli oppressi, dei giusti perseguitati di fronte al male operante nella storia: costoro trovano nei salmi imprecatori tutta la forza per gridare a Dio, per chiedergli di intervenire, astenendosi però dal farsi giustizia da sé e rimettendo a Dio ogni castigo del male. La collera è un sentimento umano che cogliamo più volte sulle labbra, sul viso e nel cuore di Cristo. I salmi devono dunque esprimerla e sono forse il mezzo per non lasciare “tramontare il sole sulla nostra ira”; in essi noi la sfoghiamo davanti a Dio e lasciamo che sia lui, e non noi, a fare giustizia. I salmi imprecatori ci insegnano, dunque, anche se ne ammettiamo le difficoltà pastorali, che Dio agisce sì nella vendetta, ma agisce con amore, con molto amore, amandoci fino alla fine.»94

3.9. I Salmi, preghiera veramente cristiana

3.9.1. Nella Chiesa orientale ortodossa

«Sia la liturgia eucaristica che l’Ufficio Divino si svilupparono in un modo diverso nella Chiesa orientale.

I Salmi nella Chiesa ortodossa orientale: l’uso dei salmi nella liturgia orientale è molto frequente – sia nella liturgia dei catecumeni che nella liturgia eucaristica, nell’Ufficio Divino, così ad esempio anche durante la vestizione del presbitero o del vescovo.

I salmi sono come la spina dorsale dell’Ufficio divino nella Chiesa orientale. I monasteri e le chiese hanno continuato a cantare i salmi in greco o nelle lingue slave (lo slavo è


94 BIANCHI E., Pregare i Salmi, Piero Gribaudi Editore srl, Milano 19982, pp. 38-43.


essenzialmente il bulgaro antico). La tradizione ortodossa ha sempre creduto che la liturgia debba essere nella lingua del popolo.»95

3.9.2. Nelle Chiese evangeliche

«Martin Lutero (1483-1546) - non interruppe la loro recita sino al 1520, tre anni dopo l’inizio della Riforma. [...] Ma molto tempo dopo che Lutero aveva tradotto la Bibbia, egli continuava nelle sue preghiere a recitare i salmi nel latino della Vulgata con cui era stato educato.

Nel 1513-1515 tenne delle conferenze sui salmi. Per Lutero il salmista è Davide.

Giovanni Calvino (1509-1564,Ginevra) – secondo gigante della Riforma, scrisse oltre i commenti ai vari libri del A.T. e tutto N.T. anche i commenti ai salmi che in odierna traduzione inglese occupano oltre 2.400 pagine. Nei salmi vi trova tutte le emozioni, i più profondi pensieri e affetti dell’uomo, tutte le infermità, i vizi. I salmi sono un riflesso della sua propria personale esperienza. – che Davide profetizzasse riguardo a Cristo, è chiaramente manifestato dal fatto che egli sapeva che il suo regno era soltanto un’ombra.»96

3.9.3. Nella Chiesa anglicana

«Nella liturgia anglicana, salmi in versi venivano usati abitualmente prima e dopo l’omelia. Così i salmi in versi erano comunemente rilegati col Book of Common Prayer come una specie di appendice quasi ufficiale.»97

4. La preghiera dei salmi oggi

La preghiera dei salmi nell’ambito cristiano oggi, come abbiamo visto sopra è abbastanza nota, diffusa, pregata, possiamo dire – questa preghiera si è ripresa. Dopo la riforma del Concilio Vaticano II, si alleggerì soprattutto la preghiera salmica ai chierici, monaci e religiosi. Ma cosa buona è anche il recupero dei laici per questa mirabile preghiera, innalzata già con il Mediator Dei di Pio XII, e le successive spinte da parte di alcuni gruppi


95 HOLLADAY W.L., op.cit.pp. 215-220.

96 Ibidem, pp.223-232.

97 Ibidem, p. 250.


(comunità di Taizè, comunità di Bose), personaggi (sopratutto Gelineau, Merton) e tutti quelli che non hanno cessato mai di pregare, di cantare queste bellissime poesie.

5. La preghiera dei salmi è la preghiera di tutti

«La preghiera dei Salmi è la preghiera di tutti e che tutti coinvolge in un coro di fratelli. Ci sono i sentimenti di tutti, le lacrime e i sorrisi, le sofferenze, le delusioni e le speranze, le suppliche ed il ringraziamento. Chiunque, nel segreto della propria camera, sceglierà il salmo che più gli si addice, ma anche quando è chiamato dalla comunità ad unirsi ad un sentimento che non prova, sa che lo fa a nome di altri che soffrono o sono nell’esultanza. C’è sempre qualcuno che piange, mentre lui è nella gioia e qualcuno che vuol ringraziare, mentre egli avrebbe solo bisogno di aiuto. Lo faccia per loro, con Cristo. “Se nel Salmo si chiede – insegna Agostino – domandate. Se si geme, gemete. Se si ringrazia, ringraziate. E se vi si esprime la paura, condividete quel timore”. Sono tutti i sentimenti dell’uomo condivisi da Cristo che, nei salmi, prega per noi, in noi e per mezzo nostro»98.


98 MORICONI B., op.cit. p. 269.


Conclusione

Bisogna dire che questo lavoretto non aveva di mira esaurire tutti gli aspetti della preghiera cristiana dei salmi, sia per poca conoscenza della problematica sia per la vera ampiezza del argomento.Comunque ne possiamo trarre alcuni punti fondamentali.

L’uomo homo orans99 si trova al centro della creazione in un rapporto vitale con il suo Creatore.

La preghiera cristiana è un dono. Siccome, neanche sappiamo che cosa dobbiamo pregare viene lo Spirito Santo in nostro aiuto. Abbiamo visto che la preghiera sgorga dal profondo, dal cuore, per la grazia al Padre, mediante il Figlio nello Spirito e nella Chiesa.

Questa triplice dimensione teologica della preghiera (cristologica, pneumatologica, ecclesiale) troviamo in ogni preghiera cristiana. Anche, come abbiamo visto nella preghiera cristiana dei salmi. Perché scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, in una determinata comunità (il popolo d’Israele), hanno come il centro la salvezza operata per mezzo del Messia (Cristo) ed esprimono ancora un quarto elemento cioè quello della dimensione escatologica – in quanto i salmi esprimono la tensione alla Gerusalemme celeste.

Dice P. Moriconi:

«I Salmi sono una scala, “centocinquanta gradini tra la morte e la vita”, con le impronte di mille generazioni (Chouraqui) . Una scala inverata di esperienza, di gioia e di dolore, di disfatte e di vittorie. Una scala che è la vita protesa verso il cielo e costantemente minacciata dalla morte e dal dolore. La scala dell’uomo pellegrino. I salmi non sono dolci preghiere, prodotto di una religiosità estetica e narcisistica, ma espressione franca dell’uomo che, se è spesso piegato dalla fatica del vivere, sa mantenersi in posizione eretta e dire tutto il suo cuore. È schietto al punto che, come è stato osservato, certi salmi suonano per noi quasi bestemmie, tanto sono dure le loro espressioni. Ma è proprio questo che fa di essi le preghiere che salvano l’uomo dal servilismo e dalla magia, restituendogli la schiettezza dei propri sentimenti. L’uomo vi impara ad andare dinanzi a Dio con i sentimenti che ha. A presentarsi al Signore per dirgli: “Grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio” (Sal 86,10) o perché ha bisogno di confessare la propria colpa: “Contro di te, contro te solo ho peccato” (Sal 51,6), ma anche per esigere e chiedere ragione, con coraggio e parole vere:”Perché mi hai


99 Cfr. HÄRING B., “La preghiera”,in Nuovo dizionario di Spiritualità, ed. Paoline, Cinisello Balsamo 1985, p. 1260.


abbandonato” (Sal 22,2), “Perché Signore stai lontano, nel tempo dell’angoscia ti nascondi”(Sal 13,2). La franchezza del salmista giunge fino al rimprovero e, quando il silenzio di Dio si fa lungo, egli lo richiama:”Fino a quando, Signore?” (Sal 6,4), “Perché, Signore, mi respingi, perché mi nascondi il tuo volto”(Sal 88,15), “Fino a quando, Signore, starai a guardare?”(Sal 35,17), “Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo”(Sal 22,3). Il Salterio è, infatti, il sillabario che l’umanità, attraverso Israele, ha imparato sulle stesse ginocchia di Dio. Se, dunque, Pascal ha ragione a dire che solo Dio è capace di parlare con se stesso, è anche vero che i salmisti di Israele ne avevano imparato la lingua. Quella stessa che una generazione millenaria ha mantenuto viva fino ad oggi.»100

E noi questa preghiera, oramai cristiana e nostra, abbiamo ereditato dalla storia del popolo d’Israele e dalla storia della Chiesa – grazie a Dio!


100 MORICONI B., “A scuola dal Salmista”, in Rivista di vita spirituale, 49 (1995) 255.


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